soprattutto…uscire, uscire, uscire!
La prima settimana è stata difficile, da un lato a causa del fuso orario, dall’altro a causa dell’impatto con la nuova cultura. Nuova città, nuova lingua, nuova scuola…insomma nuova vita, lontano dalla famiglia e dai propri amici. Fortunatamente, la mia famiglia ospitante è adorabile, sempre piena di attenzioni, paziente e di grande aiuto.
Ciò che ho apprezzato di più a Vancouver è, da una parte, la gentilezza e l’apertura mentale della gente che ho avuto l’occasione di conoscere e frequentare. La mentalità è diversa, non ci si sente mai all’estero, è molto piacevole.
Dall’altra, personalmente trovo che i canadesi hanno un accento molto facile da comprendere, dal primo giorno ho capito infatti l’80% di quello che mi veniva detto, e nel giro di un mese non ho più avuto bisogno di concentrarmi per capire. Infine, l’ambiente è molto piacevole e la scuola davvero eccezionale. Gli insegnanti sono disponibili e simpatici, i corsi di ottima qualità e perfettamente organizzati. È per tutti questi motivi che raccomando vivamente questa città molto cosmopolita, simpatica e accogliente.
I consigli che tuttavia mi sento di dare agli altri studenti pronti a lanciarsi in questa avventura sono:
- Scegliere innanzitutto i corsi di conversazione e di preparazione accademica (il primo è il massimo per farsi degli amici ed il secondo è quello in cui si imparano più cose, nonché il più generale)
- E soprattutto, il miglior consiglio che credo si possa dare è quello di uscire, uscire, uscire! È il modo migliore per migliorare in inglese, perché imparare sui libri lo si può sempre fare restando a casa.
- Infine, non aver paura del soggiorno perché tutto in generale va bene. Dal momento che si parte all’insegna di uno spirito aperto, disposto a scoprire ed accettare differenti culture, incontrare persone diverse e frequentare i corsi. Soprattutto, non aver paura di parlare o vergogna del proprio accento o del proprio livello, troverete sempre qualcuno di peggio rispetto a voi e lì (presso ILSC in ogni caso), nessuno si prende gioco di voi.
Melissa Dorange




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